Il 5 ottobre 2017 il presidente Donald Trump ha parlato cripticamente ai giornalisti sulla “calma prima della tempesta” dopo una cena alla Casa Bianca con i suoi leader militari. Le precedenti e successive osservazioni di Trump suggeriscono che l’esercito statunitense è disposto a lanciare un primo attacco schiacciante contro la Corea del Nord. Secondo Corey Goode, un insider del Secret Space Program, ha dichiarato che questo comporterà sistemi altamente classificati di armi che hanno la loro base nello spazio e che non sono mai stati pubblicamente rivelati.

Ecco come l’ Associated Press ha descritto la scena del commento di Trump del 5 ottobre:

“I giornalisti sono stati guidati in fretta nella grande sala da pranzo dello Stato, dove erano presenti il presidente, i suoi aiuti militari e le più alte cariche dello stato con le loro mogli e hanno fatto una foto di gruppo davanti appunto ai giornalisti e Trump ha commentato: “Sapete cosa rappresenta tutto questo?” Chiese Trump. “Forse è la calma prima della tempesta. Potrebbe essere la calma, la calma prima della tempesta “.

«Quale tempesta signor Presidente?» Gridò un giornalista, sarebbe l’ISIS? Corea del nord? Ho altro? “Scoprirai”, disse il presidente.

Trump sta chiaramente alludendo a una grande opera militare in programma contro la Corea del Nord. Tale operazione richiederebbe sistemi di armi che potrebbero distruggere molto rapidamente gran parte dell’infrastruttura militare della Corea del Nord, al fine di impedirgli di effettuare ritorsioni contro la Corea del Sud, il Giappone o addirittura gli Stati Uniti.

Quasi quattro milioni di persone a Seul e Tokyo da sole sarebbero uccise da uno attacco nucleare come ritorsione da parte della Nord Corea, questo secondo uno studio condotto da studiosi presso la John Hopkins School of Advanced International Studies.

Il tipo di sistemi di armi necessarie per eliminare l’infrastruttura militare della Corea del Nord avrebbe dovuto essere in ordini di grandezza più potenti di quelli utilizzati nella guerra aerea contro l’Iraq nel 2003, e contro la Serbia nel 1999. Ci sono volute settimane attraverso l’attacco aereo per spazzare via la maggior parte dell’Iraq e della difesa aerea della Serbia, del comando e del controllo e dell’infrastruttura militare vitale.
Gli Stati Uniti dovrebbero raggiungere gli stessi obiettivi strategici in pochi minuti, piuttosto che settimane. Questo porta fermamente a pensare che  Trump possa autorizzare l’uso di sistemi di armi spaziali altamente classificati contro la Corea del Nord. A livello ufficiale, le armi basate sullo spazio sono inesistenti e sono solo pianificate per il futuro. A livello classificato, le armi spaziali sono state messe in segreto da entrambi gli Stati Uniti e la Cina. Secondo l’Istituto Nazionale per la Politica Pubblica, la Cina “possiede la capacità di attaccare, distruggere o disturbare i 500 satelliti americani che circondano la terra ad altitudini tra 1.200 miglia e 22.000 miglia”.

Ci sono state speculazioni sul fatto che gli Stati Uniti e la Cina hanno sviluppato armi spaziali, ovvero satelliti armati con i Rods of God del progetto THOR,  ovvero i sistemi d’arma orbitale a bombardamento cinetico, in cui vengono sparati dai satelliti grandi proiettili spaziali che con precisione raggiungono il loro obbiettivo con risultati devastanti. Gli effetti di un’arma simile sono stati descritti nel film GI Joe 2.

PROGETTO THOR, sistema d’arma orbitale a bombardamento cinetico

Gli Stati Uniti hanno speso innumerevoli risorse nella progettazione e nella costruzione di armi che permettano loro di essere avanti rispetto al resto delle potenze mondiali e di esercitare la loro influenza nel mondo. Le loro armi di distruzione di massa come le bombe nucleari si sono succedute da generazione in generazione e sempre più evolute fino a diventare veri e propri strumenti per l’annientamento globale, ma queste non sono le uniche armi sviluppate in questo periodo. Iniziato nel 1950, il Progetto Thor è uno dei progetti più ambiziosi in termini di armi di distruzione di massa noti. anche se non è ancora dimostrato se sia operativo, molte persone pensano che lo sia già e in orbita sopra le nostre teste. Il Progetto Thor non è altro che questo. Satelliti in orbita intorno alla Terra armati di cilindri al tungsteno  (uno dei metalli più difficili che esistono fino ad oggi) di un paio di metri di lunghezza e con un sistema di guida computerizzato.

Il dominio, concepito nella dottrina dell’Air Force, si applica nel campo aereo, informatico così come nello spazio. Fin dal 1990, lo Space Command ribadisce l’importanza dello spazio nelle guerre del futuro. Per “combattere nello spazio”, si intende una militarizzazione di quest’ultimo, con asset in orbita geostazionaria e non battaglie in stile Star Wars.

Celebre, in tale senso, la relazione ai legislatori del generale Joseph Ashy, all’epoca direttore del Comando Spaziale. «Le persone non vogliono sentirselo dire – disse Ashy nel 1990 – ma noi andremo a combattere nello spazio». Nel Trattato sullo spazio extra-atmosferico del 1967, che rappresenta il quadro giuridico di base del diritto spaziale internazionale, se ne stabilisce la destinazione pacifica. Il Trattato Outer Space vieta le armi di distruzione di massa poste in orbita o nello spazio esterno. Nel contenitore verbale “scopi pacifici”, non si vietano, però, le attività stabilite dal diritto naturale alla legittima difesa. Un satellite, in teoria, equipaggiato con armi cinetiche, resta legale.

Ufficialmente, lo spazio è utilizzato dai militari sia per le comunicazioni che in funzione di allerta precoce. Stati Uniti, Russia e Cina sono le uniche nazioni al mondo con sistemi d’arma spaziali (intesi come ASAT). Nell’ottobre del 2015, la Cina ha condotto un test di volo sul suo missile anti-satellite, il Dong Neng-3. Gli asset ASAT, Anti-satellite weapons, mirano alla paralisi delle capacità (intelligence, navigazione e comunicazione) fondamentali per le operazioni militari e le infrastrutture civili.

I Progetti Thor e Lancia di Dio, poi divenuti “hypervelocity rod bundles”, sono stati teorizzati a più riprese (spesso nel campo fantascientifico): negli anni ‘50 si era ipotizzato di equipaggiare con il tungsteno le testate dei missili ICBM. L’idea è quella di utilizzare l’energia cinetica di un vettore al tungsteno, che viaggia ad otto km al secondo, come una bomba nucleare tattica. La velocità di rientro di un tale asset sarebbe comunque superiore a quella di un ICBM, mentre la resa esplosiva garantirebbe la distruzione di qualsiasi obiettivo. Una barra di tungsteno lunga circa sei metri (in questo modo si riduce al minimo la perdita di energia cinetica dovuta all’attrito con l’aria e se ne massimizza la penetrazione) e con un piede di diametro posta in orbita, raggiungerebbe la terra a Mach 10 sviluppando una resa esplosiva di 11.5 tonnellate di TNT.

Le armi cinetiche conferiscono quella che gli americani chiamano Global Strike Capability, la possibilità di colpire ogni parte del mondo in meno di 15 minuti. Anche se i costi sono elevati e la difficoltà di mantenere tali piattaforme in orbita sono evidenti, sembrerebbe che con Donald Trump le cose si mettano meglio per il portafoglio della NASA e dello Space Command – US AIR Force. Con i nuovi stanziamenti destinati alla difesa, il Progetto Thor sarà una realtà, ma nello stesso tempo la tipologia d’arma immessa nei satelliti killer prima o poi andrà rivista. Non più missili ma armi ad energia diretta.

A cura della Redazione Segnidalcielo