Usando modelli matematici, gli astrofisici hanno simulato come diverse civiltà aliene, siano sorte e cadute, mentre usavano le risorse naturali del loro pianeta di appartenenza: secondo l’astrofisico Adam Frank, questa è certamente una possibilità, e in egual modo, il nostro destino potrebbe essere lo stesso.

“Vedere il  cambiamento climatico  in questo contesto cosmico può darci una visione migliore di ciò che ci sta accadendo ora e di come affrontarlo”, l’affermazione principale di Frank.

Tre percorsi per l’Apocalisse

Secondo Frank, il percorso di un’estinzione apocalittica, inizia dall’Isola di Pasqua: “L’ Isola di Pasqua rappresenta un esempio particolarmente utile per i nostri scopi poiché è spesso considerata una lezione per la sostenibilità globale.Molti studi indicano che gli abitanti dell’Isola di Pasqua hanno esaurito le loro risorse, portando alla morte per fame e alla fine della civiltà dell’isola“.

Lavorando su equazioni precedenti che hanno visto l’estinzione della popolazione sull’Isola di Pasqua,  parallelamente all’esaurimento delle sue risorse, il team ha individuato quattro possibili punti finali per un ipotetica civiltà aliena verosimilmente vincolata alle risorse naturali limitate: “La prima traiettoria che abbiamo trovato è quella che chiamiamo la morte”, ha detto Frank

Secondo l’astrofisico, in questo scenario truce,  la popolazione della civiltà in esame consuma notevoli quantità di energia, mentre l’atmosfera è ormai satura di gas serra : in un breve lasso di tempo quindi aumenta anche la temperatura del pianeta. (In questo studio, la temperatura è stata utilizzata per rappresentare gli impatti umani sull’abitabilità del pianeta attraverso l’inquinamento da gas serra.) La popolazione quindi raggiunge un picco, per poi improvvisamente precipitare mentre l’aumento delle temperature, rende la sopravvivenza sempre più difficile.

Il secondo scenario è la sostenibilità.  In questa ipotesi, la civiltà si rende conto che la gestione delle risorse sta influenzando la natura: per raggiungere un equilibrio, la popolazione deve usare delle risorse inaccessibili però sul pianeta. Il terzo e il quarto scenario vengono  chiamati “collasso“:  sia la popolazione, che la temperatura del pianeta aumentano drammaticamente in un breve periodo, e le persone iniziano a morire per mancanza di risorse basilari alla vita; il fatto che una civiltà appunto “collassi” totalmente, dipende secondo Frank, da quanto sia sensibile l’ambiente e da quanto rapidamente esso risponda all’aumento della popolazione.

Secondo questo pensiero, per una civiltà che sta danneggiando l’ambiente e tenta di usare risorse sostenibili,è troppo tardi: anche se ci fosse un temporaneo rallentamento del declino della popolazione, alla fine comunque il danno è fatto, perchè la civiltà sarebbe comunque destinata ad estinguersi.

Un messaggio all’umanità

Ma qual’è la reale differenza tra “futuro sostenibile” e “collasso definitivo”? La risposta dipende, secondo Frank , dalla lungimiranza della popolazione: quando una civiltà si rende conto che sta distruggendo il pianeta, deve rapidamente attivarsi.

Questa differenza dovrebbe oggi, motivare gli esseri umani a prendere sul serio il cambiamento climatico: secondo l’astrofisico infatti “attraverso lo spazio e il tempo cosmici, avrai vincitori , che sono riusciti a vedere cosa stava succedendo e individuato un percorso attraverso di esso , mentre la civiltà dei  perdenti, che non sono riusciti a ottenere il loro atto insieme, è caduta lungo la strada“. E noi….siamo abbastanza lungimiranti?

a cura di Monica E.

Per Redazione Segnidalcielo