IL CASO UFO DELLA FORESTA DI RENDLESHAM

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L’articolo che vi proponiamo oggi nella rubrica “Aeramya” di Hack the Matrix fa parte delle casistiche Ufo più famose ed enigmatiche. Abbiamo scelto di trattare questo argomento perché siamo nel mese di Dicembre. Fu proprio in questo mese, per la precisione nei giorni del periodo natalizio del 1980, che accadde.

Parliamo del famoso caso della foresta di “Rendlesham”, considerato uno dei più eclatanti casi IR3 degli ultimi decenni.

La foresta di Rendlesham giace nel Suffolk, in Inghilterra, ed è stata protagonista in questo caso di una serie di avvistamenti con ripetute segnalazioni di luci inesplicabili. Gli eventi ebbero luogo in prossimità della base militare RAF di Woodbridge. All’epoca era utilizzata dall’aviazione degli Stati Uniti.

Il caso, per la sua rilevanza, è stato paragonato da alcuni specialisti all’UFO-crash di Roswell. E vari membri del personale dell’USAF incluso il vice comandante della base, il tenente colonnello Charles Halt, sostennero di aver vissuto fatti riconducibili ad un avvistamento UFO. Il caso non è mai stato indagato nei particolari.

Il Ministero della Difesa ha sempre dichiarato che l’evento non ha rappresentato alcuna minaccia per la sicurezza Nazionale. Gli avvistamenti sono stati in seguito spiegati come un’interpretazione errata di una serie di luci notturne, associando l’intero episodio ad una palla di fuoco, al faro di Orford Ness e ad alcune stelle particolarmente luminose quelle notti. Ma veniamo al punto e raccontiamo cosa accadde quella notte.

Tutto ebbe inizio alle tre di mattina del 26 dicembre 1980. Una pattuglia di sicurezza che stazionava presso il cancello est della RAF di Woodbridge, sostenne di aver visto delle luci misteriose che apparentemente sembravano in manovra di atterraggio all’interno della foresta di Rendlesham.

Gli astronomi in quei giorni le attribuirono ai detriti di una meteora transitante sull’Inghilterra meridionale, con conseguenti scie infuocate. In un primo momento i militari pensarono che un aereo fosse stato abbattuto, ma addentrandosi nella foresta per investigare meglio videro quel che descrissero come un oggetto luminoso triangolare, dall’aspetto metallico, con luci colorate.

Mentre tentarono di avvicinarsi all’oggetto, esso sembrava muoversi tra gli alberi e “gli animali di una fattoria vicina erano in delirio”. Uno dei militari, il sergente Jim Penniston, in seguito dichiarò di essersi imbattuto in un “aeromobile di origine sconosciuta” tra i fitti alberi della foresta, anche se in seguito non vi fu alcun accenno a questo e non vi fu alcun riscontro da parte degli altri testimoni, probabilmente perché tutto venne celato dal cover-up. Ma andiamo per ordine.

All’alba i militari coinvolti nell’avvistamento tornarono presso una radura nelle vicinanze del margine orientale della foresta e perlustrando la zona tutt’intorno scovarono tre piccole orme sul terreno in uno schema triangolare, oltre a segni di bruciature e rami spezzati sugli alberi dei paraggi.

Probabilmente l’UFO era atterrato e aveva appoggiato il suo supporto a tre piedi nel terreno. In seguito furono scattate fotografie poi analizzate dalla Polizia Locale che non riuscì a ricondurle ad alcunché di noto.

Il 28 dicembre il vice comandante dalla base RAF, il tenente colonnello Charles Halt fu convinto a visitare il sito accompagnato da diversi soldati nelle prime ore del mattino. Fecero mappature e letture presso le tracce a forma di triangolo utilizzando uno speciale strumento AN/PDR-27, un misuratore di radiazioni militari statunitensi standard.

Il significato delle letture è stato poi al centro di accesi dibattiti e lo stesso colonnello Halt immortalò l’evento su un piccolo registratore a nastro. Proprio durante questa perlustrazione, una luce lampeggiante venne vista attraversare il campo ad est, quasi in linea con una fattoria, come i testimoni avevano visto due notti prima. Il faro di Orford Ness è visibile più in lontananza nella stessa linea di vista quindi è un elemento che potrebbe essere escluso a priori.

Più tardi, secondo il memo di Halt, tre luci a stella furono avvistate nel cielo, due a nord e una a sud, circa dieci gradi sopra l’orizzonte. Il fenomeno durò quasi tre ore e sembrava illuminare di tanto in tanto con un flusso di luce la zona a terra. La foresta di Rendlesham risulta di proprietà della Commissione Forestale del Suffolk e si compone di quindici chilometri quadrati di piantagioni di conifere, intervallate da fasci di latifoglie, aree di brughiera e zone più umide. Il tutto nelle vicinanze del centro abitato di Ipswich Town.

L’incidente è avvenuto nelle vicinanze di due ex basi militari: RAF Bentwaters, che si trova appena a nord della foresta, e RAF Woodbridge che si estende nella foresta da ovest ed è delimitata dalla foresta ai suoi bordi nord e orientali. Nel 1980, entrambe venivano usate dall’aeronautica degli Stati Uniti ed erano sotto il comando del comandante di ala Colonnello Gordon E. Williams.

Le prove uniche degli eventi a disposizione del pubblico sono un memorandum scritto dal vice comandante Charles Halt al Ministero della Difesa (MoD). Le interviste successive con il personale coinvolto confermarono la natura superficiale dell’indagine fatta dal Ministero della Difesa, che non riuscì a trovare alcuna prova concreta collegabile all’evento oltre alla stessa registrazione fatta da Halt.

Le fotografie invece non sono più disponibili. Il nastro in questione dimostra l’indagine intrapresa da Halt e i suoi uomini nella foresta in tempo reale, inclusa la lettura delle radiazioni, l’avvistamento della luce lampeggiante tra gli alberi e gli oggetti a forma di stella che si libravano e scintillavano.

Halt stesso pensa tutt’oggi di essere stato testimone di un evento di origine extraterrestre successivamente insabbiato. James Penniston, uno dei testimoni più vicini all’accaduto, in seguito interrogato a lungo, disse che l’oggetto non assomigliava a nessun aereo convenzionale da lui conosciuto, tanto meno ricordava di averne visti di simili.

L’oggetto era di forma triangolare e la parte superiore non era visibile perché offuscata da un’intensa luce bianca emanata in parte dalla stessa superficie. Le altre due luci erano di colore bluastro e dall’altro lato rossastra e sembravano facessero parte integrante dell’insolito ordigno.

Cosa vide esattamente James Penniston? Certo non un pallone sonda, e neanche un aereo atterrato in panne. Le possibilità che un militare esperto prendesse fischi per fiaschi sono praticamente prossime allo zero e il conforto della testimonianza del Tenente Colonnello Charles Halt le eliminano del tutto. Quindi ancora una volta ad aleggiare è il mistero su quanto accaduto e neanche le ipotesi fantomatiche sul leggendario TR38, un aereo militare super segreto dell’epoca possono far luce sui fatti.

Penniston dichiarò, nonostante il momento concitato, di aver fatto un completo e minuzioso esame del veicolo in compagnia degli avieri scelti Cabansag e Borroughs. Ciò comportò la presa di fotografie e di annotazioni scritte su taccuini. Su un lato del veicolo si trovavano simboli di tipo pittorico, il più grande dei quali era un triangolo e si trovava al centro degli altri.

Questi simboli erano incisi sullo scafo esterno dell’oggetto, che era caldo al tatto anche se aveva del residuo ghiacciato sopra, e il tutto aveva una consistenza metallica. I tre toccarono l’oggetto colmo di strani simboli e Penniston ne individuò uno più grande che toccò e inavvertitamente un lampo di luce bianca lo accecò, recandogli nella mente una serie molto lunga di uno e di zero che lampeggiavano, come in un codice binario.

Si trattava un messaggio alieno? Dopo circa 45 minuti la luce emessa dall’oggetto cominciò ad aumentare. Penniston e i due avieri adottarono allora una posizione difensiva allontanandosi dall’ordigno, che cominciò ad alzarsi di quota senza alcun rumore o movimento d’aria. Dopo avere manovrato tra gli alberi schizzò via ad una velocità inimmaginabile, scomparendo in un batter d’occhio. Quella notte oltre ottanta persone dell’Aeronautica, tutti esperti osservatori assegnati all’81mo Squadrone di Polizia, furono testimoni del decollo.

Le informazioni acquisite durante l’investigazione furono inoltrate tramite i canali militari. A Penniston, Cabansag e Borroughs fu intimato di mantenere il più assoluto riserbo su quanto avvenuto e di considerare l’intero episodio come “top secret”. C’è di più, i tre vennero costretti a firmare un documento in cui dichiaravano che quello che avevano visto erano le luci del faro poco lontano. Le foto scattate, una volta ritirate dal laboratorio, risultarono sovraesposte.

La sequenza rimase un enigma indecifrabile per molti anni, fino a quando, giunta la pensione, Penniston consegnò il quaderno con la successione numerica ad un informatico affinché provasse a decodificarla.

L’esperto, dopo vari tentativi, concluse che la serie era traducibile nel seguente messaggio: “Esplorazione dell’umanità per l’avanzamento del pianeta”.

Non solo, un’altra parte della comunicazione conteneva le seguenti coordinate geografiche: 53 gradi 15 primi N; 10 gradi 08 primi W.

Queste coordinate sembrano localizzare la leggendaria isola di Hy Brasil (dall’antico irlandese “Isola della bellezza”). Hy Brasil è una fantomatica isola, una sorta di paradiso terrestre che si sostiene emerga di tanto in tanto dalla superficie del mare tanto da essere segnata in antiche carte nautiche medievali. Il tutto rimanda ai miti che evocano l’Atlantide inabissatasi nell’Oceano. Quindi siamo di fronte alla prova di una presenza aliena sulla Terra?

Forse di una base extraterrestre che giace nelle profondità del mare al largo delle coste irlandesi?

Si trattava di una missione extraterrestre di controllo intrapresa da una civiltà forse originariamente legata ad Atlantide o Hy Brasil? In seguito ad un cataclisma forse avevano abbandonato il pianeta per poi ritornarvi di tanto in tanto nostalgicamente a controllare la situazione generale.

Rimane indiscutibile che il caso di Rendlesham sia una pietra miliare nella storia dell’Ufologia. Il pubblico è rimasto all’oscuro sui fatti più eclatanti di quelle notti di Dicembre. Il segreto su quanto avvenuto verrà mai completamente alla luce?

Tutto gli indizi del caso sembrano orientarci verso l’ipotesi extraterrestre. Il timore dei testimoni oculari a contatto con l’oggetto, l’agitazione dei protagonisti in quel contesto testimoniata dalla registrazione audio sembrano non lasciare dubbi su quanto accadde d’insolito.

Articolo di Aeran & Maya – Hackthematrix