Le molecole di ossigeno presenti sulla superficie della cometa Churyumova-Gerasymenko (67P) sono rilasciate dal sottosuolo, e non si formano in reazioni chimiche sotto l’influenza del vento solare. Ne parla Nature Communications citando uno studio dell’Imperial College di Londra.

La presenza dell’ossigeno sulla cometa Churyumov-Gerasimenko era stata scoperta dalla sonda spaziale Rosetta, che ha studiato i gas rilasciati dal corpo celeste quando i raggi solari sciolgono il ghiaccio che la ricopre.

“La prima scoperta dell’ossigeno molecolare sulla 67P è stata molto sorprendente ed eccitante”, ha detto Kevin Heritier, capo della squadra di ricercatori guidata dell’Imperial College.

Prima di allora, non si erano mai trovate molecole di O2 su una cometa. Ovviamente è sorta subito la domanda da dove proviene questa sostanza. L’ipotesi più semplice è che l’ossigeno si trovasse inizialmente sulla cometa, cioè che fosse una parte del materiale da cui si è formata più di 4,6 miliardi di anni fa.

Tuttavia, nel 2017, gli scienziati del California Institute of Technology hanno proposto un’alternativa. Essi giunsero alla conclusione che gli ioni energetici del vento solare possono reagire con gli ossidi di silicio e ferro, così come altre sostanze che si trovano sulla superficie della cometa.

Gli autori del nuovo studio hanno verificato e respinto questa ipotesi. Hanno calcolato quante particelle energetiche ci vogliono per raggiungere un tale risultato e confrontato questo valore con i risultati delle osservazioni del vento solare.

“Abbiamo trovato che la quantità presente di ioni energetici non può fornire una quantità sufficiente di ossigeno molecolare”, ha spiegato Heritier.

In altre parole questo significa che l’ossigeno è “conservato” nel nucleo della cometa. I dati sulla composizione chimica del nucleo della cometa sono molto importanti, poiché non dovrebbe essere cambiato molto dalla formazione del sistema solare. Studiando al nucleo della cometa è possibile ottenere informazioni sulle condizioni in cui si sono formati la Terra e gli altri pianeti.

via Sputnik