Nel 2018 a distanza di quasi un secolo non abbiamo una risposta definitiva su cosa sia la famosa anomalia del monte Ararat. Adagiata sulla cima di uno dei monti più imponenti al mondo esiste una misteriosa struttura, la Bibbia ne è certa: è il monte dove approdò l’Arca dopo il Diluvio.

L’Arca di Noè e il suo presunto ritrovamento è una questione che ormai viene discussa da quasi un secolo. L’avvistamento di un’anomalia attraverso fotografie satellitari confermano soltanto le numerose testimonianze storiche presenti già dall’antichità.

Il monte Ararat

Il Monte Ararat è la montagna più alta della Turchia, la sua cima tocca i 5.200 metri ed è considerata la montagna più grande del mondo per volume. Il significato del nome “Ararat” in armeno significa “la madre del mondo”, in turco “il monte impervio” mentre gli iraniani la definiscono semplicemente “la montagna di Noè”. Sorge sulla parte orientale della Turchia e dista solo 240 chilometri dall’Iraq.

È indispensabile sapere che la cima del monte è ricoperta da un grande strato di ghiaccio permanente che raggiunge la grandezza di 40.000 metri quadrati il cui spessore è invece di 91 metri. È dunque facilmente intuibile la grande difficoltà nel raggiungere e praticare questo luogo così impervio. Oltre alle difficoltà geografiche e climatiche si aggiunge anche la politica. La zona in cui sorge il monte infatti è altamente militarizzata per cui è molto difficile farsi concedere un permesso per poterla visitare.

L’Arca di Noè

Nonostante le grandissime difficoltà, durante l’arco del XX secolo, le spedizioni non sono mancate affatto. Ma perchè ostinarsi a cercare questa leggendaria Arca? Le testimonianze durante il corso degli ultimi 2.000 anni, ritrovate all’interno dei testi antichi e attraverso le testimonianze di alcuni personaggi, sono bastate per far ostinare qualche ricercatore avventuroso.

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La Bibbia

La storia dell’Arca di Noè si trova all’interno della Genesi, esattamente dal sesto al nono capitolo. Narra la storia di Noè che, incaricato da Dio, costruisce una grande imbarcazione con la quale si mette in salvo dal Diluvio Universale insieme alle specie animali.

Uno dei versetti cita “nel settimo mese, il diciassette del mese, l’arca si posò sui monti dell’Ararat” (Genesi, 8,4). Questo è bastato per incoraggiare numerosissimi archeologi ed esploratori ad avventurarsi. All’interno della Genesi sono anche riportate con esattezza le misure che l’arca avrebbe dovuto avere. Grazie a tutte queste informazioni riportate all’interno della Bibbia è stato facilmente possibile individuare una strana anomalia proprio sul Monte Ararat.

Altri tesi antichi

La Bibbia non è l’unico testo antico nel quale si racconta la storia di una grande nave costruita per scampare ad un grande Diluvio. Infatti sia nel Corano, nell’Epopea di Gilgamesh che nella storia dell’antica Grecia, sono presenti molti riferimenti che parlano di una misteriosa arca. Insomma, tante, se non tutte le civiltà antiche sono a conoscenza di questa incredibile storia. Forse è un mito di tutti i popoli arcaici? Un mito dal quale la Bibbia si è ispirata? Chissà. Una cosa però è certa, delle prove sono state effettivamente trovate.

Le testimonianze

Nel 1274 un uomo citò la presenza di uno strano oggetto sul “monte più alto del mondo”. Lui era il re Aitone d’Armenia il quale giurò di aver visto uno “strano oggetto nero” sulla vetta del Monte Ararat. Ma non è l’unico, anche Marco Polo raccontò di aver incontrato numerosi testimoni che gli avrebbero confermato la presenza dell’Arca.

Le esplorazioni

Nel 1869 un nobile inglese dal nome James Bryce andò sull’Ararat e tornò in patria con una prova tangibile. Raccolse in loco un pezzo di legno lungo più di un metro. Ma dato che il sistema di datazione al carbonio 14 non era ancora stato scoperto, l’oggetto venne abbandonato. Per un po’ le esplorazioni si fermarono finchè nel 1936 un giovane archeologo, Hardwicke Knight, trovò delle enormi assi di legno al di sotto del grande strato di ghiaccio che copre il monte. Da quel momento durante tutto il XX secolo si scatenarono ossessive ricerche e spedizioni nel tentativo di scoprire la reale presenza dell’Arca.

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Le prove

Nel 1955 per la prima volta nella storia furono filmate alcune immagini dell’Arca con le quali Fernand Navarra produsse un documentario. L’ingegnere francese Navarra, riuscì anche a recuperare un pezzo di legno che venne però datato negli anni successivi. Negli anni ’50 infatti non era ancora possibile effettuare la datazione al carbonio 14. Ma nel ’69 sì. In quello stesso anno ci fu un’altra spedizione guidata, ancora una volta, da Fernand Navarra. Trovarono altro legno sotto i ghiacci e grazie alla datazione al carbonio 14 si scoprì che i due legni erano identici. Il legno, oltretutto, appartiene ad una quercia che non è reperibile per centinaia di chilometri dal luogo del ritrovamento.

Spedizione recente

Durante la spedizione sul Monte Ararat del 2010, condotta dalla “Noah’s Ark Ministries International“, in accordo tra la Turchia e Hong Kong, è stata trovata una misteriosa caverna con pareti in legno. In un luogo dove non sono mai esistiti insediamenti umani. Il legno ritrovato risale inoltre a 4.800 anni fa. Yeung Wing-Cheung, membro della spedizione, ha dichiarato di essere sicuro al 99,9% che si tratti della famigerata Arca di Noè.

Riferimenti : Anomalia dell’Ararat su Wikipedia

Fonte: https://www.nibiru2012.it/lanomalia-del-monte-ararat-larca-noe/