Per un attimo provate ad immaginare questo melanconico scenario: è sera. Dopo aver cenato vi viene l’improvvisa voglia di uscire sul terrazzo a fumare l’ultima sigaretta della giornata (a guardare le stelle per i non fumatori). Vi sentite insolitamente rilassati e in pace con il resto del mondo. Nel rivolgere lo sguardo verso il cielo crepuscolare percepite uno strano senso di vuoto come se lo stress accumulato durante il giorno si fosse dissipato improvvisamente.
Il cielo è limpido e le stelle pulsano in un maestoso e ritmico scintillio. Ecco che di punto in bianco vi accorgete che qualcosa di estremamente luminoso sembra differenziarsi dal resto del firmamento celeste. Con grande sorpresa vi rendete conto che non è una comune stella ma qualcosa di sconosciuto che per alcuni secondi, minuti o ore attira in modo irresistibile la vostra attenzione fino a quando quella strana presenza non scompare definitivamente nel buio della sera.
Ebbene, questo è il classico caso in cui vengono segnalati i numerosi avvistamenti UFO negli Stati Uniti d’America molti dei quali sono tutti accomunati dalle stesse circostanze di tempo e di luogo. Il concetto di base sta nel fatto che gli alieni avrebbero capacità telepatiche estremamente  raffinate.
Allo stesso modo i loro dispositivi sembrano essere controllati da un’intelligenza artificiale (AI) altamente avanzata in grado di comunicare telepaticamente con gli esseri umani.
Questa loro capacità viene chiamata dagli esperti con il termine CE-5 un protocollo che consente ad alcuni umani di raggiungere le menti meditative e toccare telepaticamente gli alieni e i loro dispositivi. Una cosa che si legge ripetutamente nelle varie relazioni ufologiche è :
La strana luce è rimasta li’ per alcuni secondi fino a quando non si è attenuata per poi scomparire improvvisamente nel nulla“. Il nostro modo di pensare quotidiano è ciò che viene chiamato la nostra mente ordinaria.
Quando ci imbattiamo in una di queste mistiche percezioni, la nostra coscienza passa dalla mente ordinaria a uno stato alterato di coscienza. In effetti, i confini della nostra percezione della realtà in cui viviamo si allungano fino a raggiungere uno stato alterato della coscienza paragonabile a una sorta di déjà vu artificialmente imposto. Di solito, le persone comuni lo sperimentano di volta in volta in una visione distorta della realtà. In questa visione deformata, si possono percepire cose che la mente ordinaria non è in grado di comprendere.
Ad esempio, in uno stato di sogno tutti noi sperimentiamo cose che potrebbero avere un senso nella vita reale ma non in quel particolare stato di requiem onirico.
Con il nostro risveglio, tutte queste evasive aberrazioni vengono a mancare di una giusta concettualizzazione ma soprattutto di quelle parole attraverso le quali vorremmo spiegare meglio ciò che abbiamo vissuto veramente all’interno di un mondo immaginario creato artificiosamente dalla parte meno esplorata del nostro cervello.

CHERYL COSTA

via MisteroUfo