Maurice Chatelain, è stato un esperto di comunicazioni che lavorò al Centro Spaziale Johnson di Houston, la NASA, così scriveva nel suo libro “I nostri antenati sono venuti dallo spazio” uscito nel 1978: “Gli incontri con gli UFO erano conosciuti dalla NASA, ma nessuno ne ha parlato fino ad adesso (in realtà ad oggi molta della verità è già uscita grazie a molti astronauti ed è di pubblico dominio, n.d.r). Tutti i voli Apollo e Gemini furono seguiti a distanza, e a volte da vicino da veicoli spaziali di origine extraterrestre – dischi volanti, o UFO, se volete chiamarli con quel nome. Ogni volta che capitava, gli astronauti informavano il Controllo Missione, il quale ordinava il silenzio assoluto”.

Nel 1979 Maurice Chatelain, ha confermato che Armstrong aveva infatti riferito di aver visto due UFO sul bordo di un cratere. Chatelain ritiene che alcuni UFO possano provenire dal nostro sistema solare.

 

“Era come se esistesse un muro, più che altro una censura ferrea su questo argomento, una situazione mai vista” – dichiara nel suo libro Chatelain, che ha anche confermato che le trasmissioni radio di Apollo 11 (ovvero le comunicazioni tra Houston e Apollo) sono state interrotte in diverse occasioni al fine di nascondere la notizia da parte del pubblico. Prima di respingere o comunque dibattere le affermazioni sensazionali di Chatelain, vale la pena notare che lui era un ingegnere elettronico che operava all’interno del programma aerospaziale, soprattutto per quanto riguardava le missioni nello spazio.

Scrive Alberto Perego (1903 – 1981) il console italiano che negli anni ‘50 e ‘60, in seguito ad una personale esperienza che lo vide testimone il 6 novembre del 1954 di uno straordinario avvistamento sui cieli di Roma, gettò le basi dell’ufologia italiana e del pensiero esopolitico: “L’aviazione extraterrestre ha sempre seguito, controllato ed osservato da vicino, tutti i nostri esperimenti spaziali. Risulta che siano stati osservati e seguiti in orbita, lo Sputnik I (3-10-1957), lo Sputnik II (3-11-1957), lo Juno II (1-11-1959), l’Echo I (2-08-1960), il Polaris (10-01-1961), il Minutemann (18-03-1963). Avevano già visto dischi, i cosmonauti Gagarin, Titov, Mac Divitt, Cooper, Iegorov, Leonov, White, Borman, Lowell, Tereskova ed altri.”

MERCURY MA-6 Friendship 7 – 26/02/1962

John Glenn, durante il volo orbitale sopra l’Australia, comunica a Houston di vedere migliaia di particelle luminose che lo scortano per 6.000 chilometri. Al rientro nell’atmosfera sarà seguito da un globo luminoso che l’astronauta esclude trattarsi di una meteora: per le sue dichiarazioni Glenn sarà allontanato dai voli. (Francesco Ogliari).

MERCURY MA-7 Aurora 7 – 24/05/1962

Le particelle luminose che scortano l’astronave Mercury vengono scorte sopra l’Australia da Scott Carpenter, velocissime, in formazione. Carpenter esclama: “Dunque esistono! Ditelo a Glenn che aveva ragione!”. In fase di recupero, per un errore di calcolo, Scott Carpenter resta in acqua un’ora. Quando lo ritrovano asserisce di essere stato aiutato da un alone arancione, poi verde, attorno alla capsula. Il calore esterno non penetrò mai in cabina, anche se la temperatura era elevatissima. (Francesco Ogliari).

VOSTOK 4 – 12/08/1962

L’astronauta russo Pavel Popovic, durante le 45 rivoluzioni attorno alla Terra: “Vedo le famose particelle luminose”. (Francesco Ogliari).

MERCURY MA-8 Sigma 7 – 3/10/1962

Walter Schirra, su Mercury Sigma 7: “Scott (Carpenter), le vedo anch’io le tue particelle luminose, mi scortano!” (Francesco Ogliari).

MERCURY MA-9 Faith 7 – 15/05/1963

Gordon Cooper: “Durante il volo scorsi un’enorme palla luminosa che mi veniva addosso: era un disco volante verde con fascia rossa”.

La comunicazione di Carpenter a terra viene tagliata dalla NASA e l’astronauta ha il divieto di fare ulteriori dichiarazioni in tal senso ai giornalisti. (“Tribuna Illustrata” n. 28 – 9/07/1967) (Francesco Ogliari).

VOSTOK – 18/03/1965

Viene collocato in orbita il satellite artificiale russo “Vostok”, pilotato da Berezev e Leonov. Il primo cosmonauta ad uscire dalla capsula e a farsi trascinare in volo nello spazio cosmico fu Leonov. Si saprà poi che egli aveva visto “un misterioso oggetto rotondo”. (Alberto Perego).

GEMINI 1 – 8/04/1965

Viene lancia la “Gemini 1”, con due piloti a bordo. Fu un pieno successo, ma si apprese in seguito, da fonti riservate, che la “Gemini” era ancora nella sua prima orbita quando era stata avvicinata da quattro dischi che le si erano affiancati: dua ai lati, uno di sopra e uno dietro. (Alberto Perego).

GEMINI 4 – 3/06/1965

A bordo della Gemini 4, Mc Divitt avvista sopra le Hawaii un oggetto misterioso con sporgenze simili a braccia. Lo fotografa. Rivede altri due oggetti simili sopra le Canarie: alla NASA un portavoce ufficiale riferisce alla United Press: “Un attento esame delle immagini scattate dall’oggetto non mostra nulla che somigli a un satellite”. Mc Divitt dichiara che l’oggetto visto e gli altri due hanno forma di disco luminescente. (Francesco Ogliari).

Mac Divitt ammise di aver visto “tre” oggetti misteriosi attorno alla Gemini 4. Il primo oggetto, visto sulle Hawaii, venne descritto come un apparecchio con tre lunghe antenne. Si disse che poteva trattarsi di un vecchio “Pegasus”, vagante nello spazio. Ma che cosa erano gli altri “due” oggetti visti sulle Antille? Furono pubblicate fotografie di “un oggetto” visto da Mac Divitt e si disse che “assomigliava ad una piccola cometa”! (Alberto Perego).

GEMINI 7 – 4/12/1965

Frank Borman e James Lovell avvistano un oggetto non identificato durante il loro volo.

Borman affermò di aver visto l’oggetto ad una certa distanza dalla capsula. Da terra gli fu risposto che quello che aveva visto era lo stadio finale del loro razzo propulsore Titan. Borman replicò che il razzo propulsore era al suo posto e che lui stava vedendo qualcosa di completamente diverso.

GEMINI 8 – 16/03/1966

Veniva posta in orbita un’ “Agena” e dopo un’ora e quaranta minuti la Gemini 8. I piloti Scott e Armstrong riuscivano ad agganciarsi all’Agena a 300 Km d’altezza. Pochi minuti dopo Armstrong comunicava alla Base che la Gemini 8 si era messa a vibrare paurosamente e a ruotare su se stessa insieme all’Agena.

La Base dette immediatamente ordine di rientrare. Occorse però più di mezz’ora perché la Gemini riuscisse a staccarsi dall’Agena. I razzi di stabilizzazione, improvvisamente, ripresero a funzionare da soli. Armstrong dichiarò ai giornalisti che anche la Gemini 8 aveva incontrato le famose “lucciole spaziali”, già segnalate da Glenn e da Carpenter in precedenti voli orbitali. (Alberto Perego).

GEMINI 9 – 3/06/1966

Cernan riuscì a rimanere fuori della capsula per un’ora e trenta minuti (invece di due ore e trenta minuti come programmato), perché il suo casco cominciò a surriscaldarsi a 297 Km d’altezza, durante la 31esima orbita, all’inizio del terzo giorno di volo. La Gemini 9 ricevette allora l’ordine di rinunciare all’inseguimento dell’ATDA (satellite che avrebbe dovuto essere inseguito e poi agganciato dalla Gemini 9) e di rientrare.

Riuscì inspiegabile che l’ATDA, dopo aver compiuto 20 orbite attorno alla Terra, era stato improvvisamente circondato da cinque oggetti volanti, quattro dei quali non avevano potuto essere identificati. (Alberto Perego).

GEMINI 10 – 18/7/1966

Young e Collins fotografano “dischi volanti”. Collins rilascerà un’allucinante intervista trasmessa da Gianni Bisach per “Prima Pagina”, della RAI TV italiana, sulla sua esperienza. (Francesco Ogliari).

GEMINI 11 – 13/09/1966

Conrad e Gordon videro passare un “oggetto misterioso” ruotante su se stesso, poco distante dalla Gemini e riuscirono a fotografarlo. (Alberto Perego).

APOLLO 7 – 11/10/1968

Schirra, Eisele e Cunningham fotografano casualmente due oggetti sconosciuti sui monti del Pakistan.

APOLLO 8 – 21-27/12/1968

Durante la missione di Borman, Lovell e Anders vengono avvistati Ufo a forma di dischi mentre la capsula orbitava intorno alla Luna. Gli astronauti dicono: “Siamo stati informati che Santa Claus esiste”. (Maurice Chatelain).

APOLLO 9 – 3/03/1969

Mc Divitt, Scott e Schweickart realizzano il congiungimento col modulo lunare. Nella notte il sonno degli astronauti è stato turbato da misteriose trasmissioni radio per quattro volte consecutive. (“Corriere della Sera” – 5/03/1969) (Francesco Ogliari).

APOLLO 10 – 18-26/5/1969

Avvistati due Ufo seguire la capsula durante orbita lunare e volo di ritorno. (Maurice Chatelain).

APOLLO 11 – 20/7/1969 (allunaggio)

Poco prima che Neil Armstrong mettesse piede sulla Luna, due UFO gli passarono sulla testa e il suo compagno Buzz Aldrin scattò molte istantanee che li ritraevano. (Maurice Chatelain).

Buzz Aldrin, in occasione del venticinquesimo anniversario dello sbarco sulla Luna, ha dichiarato, alla presenza di Neil Armstrong, nel corso di una cerimonia celebrativa in Italia:

“…un UFO c’era con noi… Poco dopo aver lasciato il campo gravitazionale della Terra diretti alla Luna, tutti e tre, Neil Armstrong, Mike Collins ed io, vedemmo apparire sull’oblò un oggetto luminoso che ci seguiva a distanza… Ne informammo Houston, la base. Pensammo che fosse l’ultimo stadio del Saturno 5, il missile che ci aveva lanciato, ma i conti non tornavano. Non poteva essere neppure la sonda robot lanciata dai sovietici per batterci almeno simbolicamente nella corsa alla Luna, perché era più avanti di noi. Che cos’era? Non lo so, non lo scoprimmo mai. L’oggetto ci accompagnò per molte ore e poi scomparve…” (“La Stampa” – 24/07/1994) (Roberto Pinotti).

APOLLO 12 – 14-24/11/1969

Poche ore dopo la partenza, i tre cosmonauti , Gordon, Conrad e Bean, comunicano alla Base di Houston di essere inseguiti da un oggetto volante non identificabile. La Base di Houston replicò: “Andate pure a dormire tranquilli! Domani vi diremo di che cosa si tratta”.

Il giorno dopo venne ufficialmente spiegato che l’oggetto misterioso era un “riflesso” (!?) di uno degli stadi esauriti del “Saturno” che, invece di immettersi in orbita solare, aveva proseguito nella stessa direzione dell’Apollo!!! L’opinione pubblica mondiale aveva intuito che cosa poteva effettivamente essere quell’oggetto luminoso che, a 40 chilomentri di distanza dall’Apollo 12, era apparso alla televisione di proporzioni enormi. (Alberto Perego).

APOLLO 14 – 31/01-9/02/1971

Shepard avvista le luci misteriose che scortano l’astronave. Subito dopo comunica il suo messaggio di pace al mondo e l’invito a far sì che le scoperte scientifiche siano messe a punto solo per opera di pace. Contemporaneamente cade per la seconda volta il misterioso buio su New York, Filadelfia, Albany, Providence, Ottawa, Toronto e altre città restano bloccate da cause che restano ancora sconosciute. (Francesco Ogliari).

A cura di Noiegliextraterrestri

riferimento