La #vita sul nostro pianeta sta degradando rapidamente a causa delle attività umane, ed è per questo che uno scienziato della #NASA crede che necessario #terraformare più di un #pianeta per preservare la nostra specie.

“L’intero #ecosistema sta fallendo”, ha dichiarato Dennis Bushnell, scienziato della NASA’s Langley Research Center. “Fondamentalmente ci sono troppe persone. Ora manca un’area equivalente del 40% o al 50% del pianeta.

Avete sentito bene – è possibile che altri due pianeti simili alla Terra possano essere necessari per superare la crisi in cui ci troviamo in questo momento, e sebbene Marte sembri il progetto vincente, dobbiamo ricercare un altro corpo celeste per far crescere la nuova vita. Ulteriori informazioni sulle sfide globali e su come superarle sono state proposte da Bushnell nello “Stato del futuro”, un rapporto annuale che include le idee di oltre 5.000 partecipanti provenienti da tutto il mondo del Millennium Project.

“Se la NASA terraforma Marte, ci vorranno circa 120 anni, e questo è solo un pianeta”, ha detto. “a noi ne servono due in un lasso di tempo più breve.”

Secondo uno studio condotto dal World Wildlife Fund nel 2012, gli esseri umani utilizzano approssimativamente il 50 percento di risorse in più di quanto la Terra possa sostenere, il che significa che entro l’anno 2050 avremo bisogno di altri pianeti per raccogliere e sfruttare se vogliamo sopravvivere e mantenere lo stile di vita attuale. Lo studio si riferiva anche alla necessità di colonizzare due pianeti diversi dalla Terra, considerando anche le principali minacce in questo momento, un evento catastrofico causato da un asteroide o dallo scenario noto di una guerra nucleare.

Nasa Avremo bisogno di tre pianeti per mantenere viva la razza umana

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Sebbene gli scienziati non siano riusciti a identificare il terzo pianeta da poter terraformare, l’iniziativa sulla terraformazione di Marte un buon inizio. Tuttavia, con l’attuale cambiamento tecnologico, saremo in grado di estrarre le risorse essenziali di corpi celesti come comete e asteroidi che sembrano trovarsi in abbondanza tra le orbite di Marte e Giove? Quindi, una base marziana permanente risolverà questa profonda crisi in cui ci troviamo, o dovremmo cercare altrove se vogliamo superare questa sfida?

Secondo Jerome Glenn, direttore generale del Millennium Project, dobbiamo identificare i problemi della Terra, ed esaminarli (ovviamente) sulla Terra stessa, il che significa che qualunque sfida accettiamo, prima dobbiamo essere in grado di superare i problemi che abbiamo sul nostro attuale pianeta.

“Il punto non è essere allarmistici o cinici”, ha detto Glenn. “Dobbiamo scoprire qual è la cosa intelligente da fare per far sopravvivere la nostra specie nel futuro. Se pensi che i problemi non miglioreranno, allora perché non provare altro?”

Un esempio di come utilizzare le risorse del nostro pianeta proviene da Bushnell, in modo più efficiente suggerendo che lasciare il pianeta non dovrebbe essere la prima priorità, ma invece dovrebbe essere una migliore gestione delle risorse e trovare altri usi per le risorse che abbiamo in abbondanza. La sua soluzione è basata sull’agricoltura con acqua salata che degli Halofiti, una specie di pianta che si adatta molto bene in ambienti salini, per essere infine trasformata in biocarburante.

Questo sistema permetterebbe di creare enormi colture nel mezzo degli oceani. L’irrigazione è basata esclusivamente su acqua salata e il prodotto finito sarà utilizzato come bio-combustibile per molti dei nostri usi. Immaginate un gran numero di paesi sottosviluppati che producono biocarburanti economici, porterebbe inevitabilmente a una migliore economia e ad un radicale miglioramento nella vita quotidiana.

“Con questo, la terra, il cibo, l’acqua, l’energia e il clima potrebbero essere risolti.”, ha detto.

Se la classe dirigente d’elite consentirà uno stato planetario di benessere, dobbiamo ancora scoprirlo, ma se non credi nei miracoli, forse è il momento di fare le valigie e trasferirsi su Marte. Dopo tutto, non si sa mai cosa riserva il futuro.

A cura di Nuovo Universo

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