Ci sono prove che la NASA  sa dove si trova Planet X-Nibiru e lo sta monitorando con la collaborazione del Vaticano. Nel 1983, quando Plutone era ancora il nono pianeta e ogni nuova scoperta poteva legittimamente essere data con l’appellativo di “Pianeta X”, i ricercatori che operano all’ Infrared Astronomical Satellite (IRAS), pensavano di aver visto qualcosa di grande. Nel 1990 IRAS ha iniziato una nuova ricerca: il sospetto era che un decimo pianeta potrebbe essere trovato nella costellazione del Centauro e che si sta dirigendo verso la costellazione del Leone. A questo punto sono state richieste simulazioni al computer, che hanno suggerito l’esistenza di un pianeta che era molto più grande (almeno dieci masse in più della Terra) e che si trovava a dieci miliardi di chilometri dal Sole.

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Nibiru fotografato da IRAS nella gamma ottica dell’Infrarosso

Ma il Vaticano attraverso il suo nuovo super telescopio LUCIFER 1, diventato operativo il 21 Aprile 2010,  inaugurò un anno dopo, altro telescopio, il Vatican Advanced Technology Telescope (VATT) realizzato in collaborazione con l’Università dall’Arizona e finanziato dalla Vatican Observatory Foundation grazie alle donazioni dei fedeli statunitensi. Come mai tutta questa fretta per costruire questi telescopi in tempi molto frettolosi? Rammentiamo che questo tipo di telescopi serve per osservare oggetti spaziali molto lontani e oggetti spaziali in avvicinamento.

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Dalle dichiarazioni pervenute ad alcuni ricercatori, il Vatican Observatory Foundation avrebbe costruito questo telescopio per lo stesso motivo per cui fu progettato un telescopio spaziale chiamato Sky Hole e poi i telescopi Spaziali IRAS e SILOE, per l’unico motivo di dare la caccia ad un pianeta chiamato Nibiru, che orbiterebbe intorno ad una piccola stella nana Bruna (compagna del nostro Sole) denominata Dark Star o Nemesis.

Questi oggetti possono essere rilevati con l’aiuto di LUCIFER e VATT – un insieme bestiale di super-raffreddate telecamere ad infrarossi, note anche come Utility Large Binocular Telescope a infrarosso che con la sua potente e sensibile macchina fotografica,  riesce a catturare spettacolari immagini per conto dell’Extragalactic Research. Rammentiamo che Nibiru non è visibile ad occhio nudo o attraverso telescopi normali, ma visibile appunto attraverso ottiche all’infrarosso, proprio perchè la stella Nana Bruna e Nibiru emettono radiazioni nella gamma della luce infrarossa.

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Nel 1997, il padre gesuita Malachi Martin durante una intervista disse che il pianeta Nibiru avrebbe influenzato a livello gravitazionale i pianeti interni del sistema solare compresa la Terra, causando impatti meteoritici, terremoti, cambiamenti climatici estremi, anomalie negli oceani, tsunami e anomalie meteo. Tutto questo avrebbe causato milioni di morti entro un decennio e oltre. Ma Padre Martin è morto  improvvisamente e misteriosamente nel 1999. Molti ricercatori e insider pensano che sia stato messo a tacere per via di molte cose che sapeva riguardo Nibiru. Il gesuita spiegava come la catastrofe che è nascosta nel Terzo Segreto di Fatima potrebbe essere correlata al ritorno del Pianeta X.

Già ai tempi di Papa Pio XII, il SIV (Servizio segreto vaticano) era a conoscenza dell’approccio alla Terra di un pianeta che avrrebbe provocato seri pericoli. Fu per questo motivo che nei primi anni ’90, il Vaticano lanciò il Programma spaziale “Siloe”, una missione segreta che faceva parte di un ampio progetto spaziale, chiamato “Kerigma”.

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Nibiru fotografato dalla sonda del vaticano SILOE

Per il programma spaziale segreto “Siloe” del Vaticano, secondo alcuni ricercatori sarebbe stato costruito segretamente all’interno dell’Area 51, lontano dagli occhi degli scienziati civili della Nasa, che avrebbero potuto far trapelare informazioni al pubblico. Per il lancio della sonda del Vaticano “Siloe” nello spazio, non sarebbe stato usato nessun razzo vettore della NASA, ma sarebbe stato portato nello spazio da un velivolo militare super-segreto “Aurora” o Black Star, che è un tipo di aereo che può lasciare l’atmosfera terrestre e viaggiare nello spazio immettendo in orbita satelliti e armi spaziali.

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Progetto AURORA

Il veicolo spaziale super-segreto “Aurora” è stato quindi usato per la missione del “Secretum Omega” del Vaticano. È così che la sonda del Vaticano “Siloe” è andata nello spazio, senza nemmeno passare per la NASA. Il progetto Aurora top secret ha il suo dipartimento militare e il suo budget, all’interno del governo degli Stati Uniti, al più alto livello.

L’obiettivo della navetta Siloe era avvicinare Nibiru e fotografare il corpo celeste. Dopo la prima fase della missione, la navetta Siloe avrebbe invertito la rotta e quindi il suo percorso avvicinandosi alla Terra per trasmettere le sue immagini alla base di osservazione spaziale del Vaticano in Alaska. Le prime informazioni ricevute da Siloe sono state nel ottobre del 1995.

Gli scatti fotografici della sonda SILOE hanno rivelato la realtà di un pianeta di dimensioni enormi su un percorso di avvicinamento alla Terra. Questa informazione segreta era considerata molto pericolosa, ed il Vaticano classificò “secretum omega” con il livello 1, cioè il massimo segreto, per il file di Nibiru Vaticano.

Si è cercato di associare il Pianeta X con il corpo celeste di cui parla la Bibbia nel libro della Rivelazione. Ma ciò che è descritto nel libro dell’ Apocalisse, parla di una caduta di un grosso meteorite sulla Terra, e non di un pianeta che approcci e poi passi causando molti danni. Tutto questo non è coerente con ciò che viene dichiarato da molti ex militari americani come Robert O. Dean ed ex impiegati della NASA, come Pattie Brassard che parlano di influenza gravitazionale di Planet X e mutamenti climatici.

A cura della Redazione Segnidalcielo