Il nome Nibiru deriva dalla “lingua accadica” e significa “punto di attraversamento o di transizione” (oppure chiamato il pianeta dell’attraversamento). Per gli antichi popoli mesopotamici, Nibiru era un corpo celeste associato al dio Marduk  e il primo interrogativo con cui si sono scontrati gli storici, riguarda proprio l’origine dei Sumeri. Questo popolo infatti appare improvvisamente attorno al 3800 a.C. con la sua cultura progredita. Curioso, ma il popolo sumero non ha apparentemente nessun preciso periodo d’inizio, mentre possedeva già delle precise conoscenze tecniche e scientifiche.


Proprio sulla base della civiltà sumera e delle sue scritture, lo scrittore Zecharia Sitchin ha sviluppato la teoria che vede all’origine della civiltà terrestre,delle creature “extraterrestri” chiamate Annunaki.  Zecharia sostiene infatti attraverso le sue scoperte, che esista una razza aliena proveniente da questo pianeta distante dal sistema solare, e che questa civiltà extraterrestre, sia già esistita prima ancora del popolo sumero.

Chi erano gli Annunaki?

I testi sumeri narrano che 450.000 anni fa, su Nibiru abitavano gli Annunaki, popolo alieno, che fu costretto a rifugiarsi sulla Terra perchè la vita sul loro pianeta andava via via estinguendosi. In base alla teoria di Sitchin, essi scesero sulla Terra e la conquistarono, insegnando agli uomini le loro conoscenze, rendendoli indipendenti, e incarnando le loro divinità. Sembra un film di fantascienza, eppure è una storia che noi dovremmo conoscere bene, dato che esistono numerose analogie tra la Genesi Biblica e la teoria di Sitchin.

La traduzione letterale riportata da Sitchin per descrivere queste creature, è “Coloro che scesero in Terra dal Cielo“: la stessa definizione indica nella Bibbia, i “Sacri figli degli Dei” chiamati Nefilim. Secondo Sitchin, la Bibbia avrebbe come fonte proprio i testi sumeri e la Genesi non parlerebbe quindi di un mito, ma sarebbe l’esatta memoria di fatti realmente avvenuti. Così grazie allo studioso, la creazione biblica e l’evoluzione di Darwin, trovano un reale punto di contatto, mentre l’intervento di una civiltà extraterrestre, darebbe finalmente una risposta definitiva a uno degli enigmi più grossi della storia: il salto evolutivo dell’Homo Sapiens rispetto all’Homo Erectus: un salto troppo veloce rispetto alle leggi dell evoluzione della specie.


Nel Codice di Hammurabi, il re degli Anunnaki è invocato col nome di Anu che significa“Dio del Cielo”, o “Padre dei Cieli”, e le stelle formano il suo esercito, in quanto Anu rappresentava il “sovrano universale” e dio guerriero.

Da Sitchin alla teoria di Batgyn e Brown

Per misurare la precessione degli equinozi, i popoli mesopotamici dividevano il cielo in 7 spicchi e ogni spicchio misurava circa 50 gradi sull’Equatore Celeste. Con questo sofisticato sistema, l’equinozio di primavera si sposta nel corso dei secoli lungo l’eclittica, attraversando man mano i vari spicchi in cui era diviso il cielo.
Il passaggio del punto equinoziale da uno spicchio all’altro, determinava l’attraversamento di una fascia di confine : questa fascia era definito punto di attraversamento, ed è esattamente qui che compariva Nibiru.

Il Dr. Mike Brown della Cal Tech Astronomer ha elaborato, o meglio predetto l’orbita (in ngiallo) di Planet Nine che orbiterebbe nella parte esterna dl sistema solare / AFP / FREDERIC J BROWN (Photo credit should read FREDERIC J BROWN/AFP/Getty Images)

Ogni 3600 anni si ripeterebbe quindi il passaggio tra uno “spicchio di cielo e l’altro”, e riapparirebbe il pianeta misterioso.

Ad oggi non ci sono “ancora” prove certe sull’esistenza del Pianeta X, ma due ricercatori, Konstantin Batygin e Mike Brown del Californian Institute of Technology – assicurano che le prove dell’esistenza di Nibiru , questa volta, ci sono. I due studiosi sostengono che Nibiru sia gigantesco: circa 10 volte la massa della Terra. L’ ipotesi dell’ esistenza del pianeta, per ora è stata avvalorata dai risultati di modelli matematici: essi infatti spiegano le orbite anomale di alcuni oggetti osservati nella Fascia di Kuiper, ma manca la prova schiacciante: la visibilità del pianeta.

L’occhio umano infatti, può vedere solo i colori che si trovano nello “spettro della luce visibile“mentre la luce a “infrarossi” ha una lunghezza d’onda diversa: serve quindi una fotocamera  in grado di rilevarla, e molto probabilmente Nibiru emette proprio luce infrarossa.


Lo studio di Batgyn e Brown è uscito su The Astronomical Journal, mentre ora inizia per i ricercatori la prova dei telescopi per riuscire ad individuare Nibiru, portando quindi la prova definitiva della sua esistenza.
«Benché all’inizio fossimo alquanto scettici circa la possibilità che questo pianeta potesse esistere, continuando a indagare la sua orbita e a valutare cosa significherebbe per il Sistema solare esterno, ci siamo sempre più convinti che sia proprio là fuori», dice Batygin. «Per la prima volta in oltre 150 anni, ci sono prove solide secondo le quali il censimento planetario del Sistema solare è incompleto».

di Monique El

per la Redazione di Segnidalcielo