Secondo un articolo pubblicato sulla rivista Geophysical Research Letters un tema di scienziati avrebbe scoperto l’origine delle tracce di acqua dul pianeta rosso. Tracce di acqua sulla superficie di Marte erano state documentate in questi ultimi anni dai satelliti della NASA, tracce che sono sorte a causa della fusione del ghiaccio sui bordi dei grandi crateri marziani dopo la caduta di meteoriti.

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“Se queste valli sono sorte a seguito del rilascio delle acque sotterranee alla superficie di Marte, tracce di acqua sarebbero presenti nel vero cratere, ma non ci sono.” Il ghiaccio che si era creato in quel momento e la quantità di acqua scongelata che avrebbe dovuto crearsi dopo lo spegnimento delle rocce incandescenti che si erano create al loro volta grazie all’impatto di un meteorite sulla superficie di Marte, noi crediamo che le valli visibili sul bordo interno dei crateri, si sono formate proprio in questo modo, appunto con lo scioglimento del ghiaccio e lo scolo dell’acqua” – dichiara David Weiss della Brown University (USA).

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Recentemente su Marte, gli scienziati hanno trovato molti suggerimenti dove in tempi antichi c’erano fiumi, laghi e oceani interi, paragonabili al nostro Artico. D’altra parte, alcuni scienziati planetari ritengono che anche allora Marte era troppo freddo per avere oceani permanentementi, e l’acqua potrebbe essere stata in uno stato liquido solo durante l’eruzione dei vulcani o la caduta di meteoriti.

Recentemente, queste idee sono state prese in considerazione dai planetologi, quando hanno trovato sulle fotografie di alcuni crateri di Marte – come Istok e Jezero Crater che si trovano all’equatore e nelle latitudini settentrionali polari (Lio Crater) – tracce di flussi di acqua, che sono più recenti, forse diverse decine di milioni di anni fa.

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Questa scoperta ha portato molti scienziati a chiedersi come l’acqua liquida su Marte sia stata creata e come avrebbe potuto sopravvivere abbastanza a lungo per formare una rete di canali poco profondi ma ramificati sulle pendici del cratere. Molti scienziati suggeriscono che nel recente passato, il clima di Marte era molto più caldo e più umido, quindi, le riserve dei ghiacci sotterranei nelle zone più illuminate dal Sole,  si scioglievano periodicamente e venire in superficie dopo la caduta di meteoriti.

Weiss ei suoi colleghi ritengono che questo non è così. A questa conclusione sono venuti, per esempio, esaminando la struttura delle valli sui bordi del cratere Lyo, grazie alle immagini ottenute dalla sonda MRO. Questo cratere è una cava gigante con un diametro di 225 chilometri e una profondità di circa sette chilometri, che è sorto a seguito della caduta di un grande asteroide avvenuta ipoteticamente tra 1,6 miliardi a tre miliardi di anni fa.

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I bordi di questo cratere sono ricoperti di fiumi che scorrevano originariamente, secondo Weiss ed i suoi colleghi, circa 1.2-1.8 miliardi di anni fa. Studiando la disposizione dei canali, gli scienziati hanno richiamato l’attenzione sul fatto che essi sono tutti concentrati solo sul lato nord del cratere e non entrano nell’imbuto del cratere. Questo contraddice l’idea dell’origine primordiale di tali fiumi e valli.

La risposta all’enigma è come questi fiumi saino sorti, anche perchè gli scienziati lo hanno trovato, studiando le circostanze della nascita del cratere Lio. La squadra di Weiss ha notato che tutti i canali e le valli dei fiumi “più freschi” si trovano nei punti dove i frammenti di rocce si erano fusi al suolo e che sono stati gettati fuori quando l’asteroide è entrato in collisione con la superficie di Marte e sono ricaduti.

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I calcoli dei geologi hanno dimostrato che questo calore dovrebbe essere stato sufficiente a sciogliere le riserve significative di ghiaccio sotto la superficie di Marte e ottenere abbastanza acqua tale da poter perforare questi canali. Allo stesso modo, gli scienziati ritengono che altre tracce di acqua potrebbero trovarsi nelle regioni meridionali di Marte, comprese quelle che sono considerate le tracce di un’epoca più umida e più calda per la vita del pianeta rosso. Gli scienziati concludono che questo riporta all’idea che Marte potrebbe sempre essere freddo.

A cura della Redazione Segnidalcielo

 

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