Stonehenge è un monumento risalente al Neolitico situato nel Wiltshire, in Inghilterra, a poca distanza dal sito di Amesbury. Consta per la precisione di un anello composto da pietre e massi eretti di altezza pari a sei metri e larghezza pari a due, per un peso totale stimato intorno alle venticinque tonnellate ciascuno.

Le pietre sono situate all’interno di un complesso di lavori e di una zona ricca di monumenti appartenenti al Neolitico e all’Età del Bronzo, che comprende svariate centinaia di tumuli di diversa fattura.

Gli archeologi ritengono che la struttura sia stata innalzata da mani ignote intorno al 2500 a.C. Per la precisione la zona più interna e il fossato rappresentano parte di una prima fase di lavorazione del sito da parte degli antichi architetti. Le datazioni al radiocarbonio ovviamente oscillano e attribuiscono una prima impostazione del sito tra il 3100 a.C. e il 2200 a.C.

Patrimonio Nazionale dal 1882 e in seguito dell’Unesco nel 1986, Stonehenge è considerato una vera e propria icona culturale britannica e un vanto per l’archeologia del paese. Riguardo al sito le ipotesi risultano le più disparate e nessuna ha per il momento la forza di prevalere sull’altra. Poteva aver avuto funzione sepolcrale in origine, in quanto i depositi con all’interno ossa umane risalgono alla prima fase storica quando il fossato e la parte più centrale venne scavata.

A conferma lo stimato archeologo Mike Parker Pearson, aveva di recente osservato che Stonehenge sembra essere stato associato alla sepoltura sin dal suo primo periodo di esistenza. Il monumento si è evoluto in più fasi di lavorazione, anche molto distanti temporalmente l’una dalle altre ma che si ritiene abbia coperto un arco di tempo di circa duemila anni.

Varie costruzioni che si ergono attorno al monumento stravolgono spesso la datazione appena fissata e quindi cercare di dare un significato e capire le varie tappe che hanno accompagnato l’evoluzione di questo sito è davvero complicato.

Da alcuni esperti viene considerato l’esempio più eclatante di espressione artistica e architettonica raggiunto dal gruppo dei Druidi, una speciale classe sacerdotale celtica, che avrebbe costruito qualcosa a cavallo tra la storia e la magia, tanto da calamitare migliaia di turisti richiamati misteriosamente dal famoso circolo di pietra.

In tal senso emblematico è il giorno del solstizio d’estate, il 21 giugno, quando folle di persone accorrono numerose alla ricerca di energie cosmiche e solari che in quel periodo sembrano sprigionarsi nell’area.

Quello che è assodato è che, della Stonehenge originaria, oggi ne restano soltanto pochi frammenti sparsi qua e là per le vaste praterie. Il progetto globale è stato nel tempo smantellato da gente senza scrupoli che nel Medioevo prese i monoliti per costruirci edifici nelle cittadine attigue e così molto materiale andò disperso per sempre. Un iter che purtroppo ha visto coinvolti anche molti altri monumenti antichi.

La circonferenza più esterna è formata da un fossato profondo del diametro di circa 100 metri che delimita un terrapieno in cui sono stati scavati, dagli antichi architetti, 56 pozzi oggi denominati “Aubrey Holes” (letteralmente “Buchi di Aubrey”) dal nome dell’archeologo che ne denunciò l’esistenza al mondo nel 1666, John Aubrey.

Procedendo verso il centro della costruzione vi si trovano decine di altre buche, disposte a doppia mezzaluna. Da queste si elevano i poderosi monoliti che ancora adesso vediamo nelle fotografie o nei documentari, pesanti svariate decine di tonnellate. Il gruppo esterno viene denominato “Sersen Circle” dal nome della qualità della pietra adoperata, un tipo di arenaria grigia dalla consistenza pari a quella del granito con un diametro di circa trenta metri.

I sedici massi squadrati verticali, alti circa sei metri, sono sormontati da sei architravi. Sono presenti nella struttura anche triliti che fanno parte della struttura più interna. Tra le due opere sono disposte le “Bluestones” mentre al centro dell’intero complesso si trova la famosa “Pietra dell’Altare”, lunga circa cinque metri. Altre pietre e lastre sono disposte ancora esternamente e nel viale d’accesso.

Anche se in buona parte distrutta, la colossale architettura megalitica di Stonehenge ha mantenuto la sua aura di magnetismo attraverso il tempo. Nel XII secolo Goffredo di Monmouth narrò la leggenda secondo la quale le pietre del complesso erano state trasportate fino al sito dall’Irlanda per opera di Mago Merlino, per erigere una sorta di mausoleo da dedicare al fratello Aurelio Ambrogio e alle vittime di guerre e stermini.

Altre leggende riguardano la possibilità secondo cui Stonehenge fosse la tomba di Boadicea (Boudicca) o che fosse stato interamente innalzato dai Druidi e completato in una sola notte con l’ausilio di mezzi speciali.

Lo stesso Re Giacomo I era strenuo difensore di questa asserzione e la sua corte raccolse numerose prove in merito. Altri invece attribuirono, nel corso del tempo, il sito ai Romani o ai Danesi senza tuttavia arrivare ad una conclusione soddisfacente. Il mistero rimane ancora oggi intatto.

Ultimamente si è fatta strada l’ipotesi che Stonehenge possa essere una sorta di “calendario astronomico” strettamente legato al movimento dei corpi celesti, forse la Luna e le sue fasi. Quindi da generico “luogo di culto” o immenso altare per i sacrifici umani, il sito sarebbe in realtà da comprendere in chiave astronomica, una via spesso trascurata dagli specialisti ma che invece sembra essere interpretazione valevole anche per gli altri siti sparsi per il globo.

Articolo di Aeran & Maya – Hackthematrix